
Come organizzare un viaggio da soli di 8 giorni in Egitto: il mio itinerario e i miei consigli per visitare le piramidi, Il Cairo, Alessandria e il deserto bianco.
Organizzare un viaggio in Egitto da sola
Come sempre, anche questa volta ho organizzato il mio viaggio in Egitto in autonomia e sono partita da sola. Posso quindi dire che, per quanto riguarda l’itinerario di 8 giorni che ho scelto di fare, non ho avuto nessuna difficoltà nell’organizzarmi.
In questo post trovate il mio itinerario di viaggio in Egitto e altre informazioni utili per partire da soli. Spero di rispondere anche ai maggiori dubbi e timori di chi non sa se un viaggio da sole in Egitto possa essere una buona idea oppure no.
- 1. Itinerario di 8 giorni in Egitto
- 2. Documenti e visto per l’Egitto
- 3. Soldi in Egitto
- 4. Come muoversi in Egitto
- 5. Sicurezza in Egitto

Itinerario di 8 giorni in Egitto
Punto molto importante: come l’anno precedente in Tunisia, anche questa volta mi sono dimenticata di controllare il calendario e ho prenotato i voli proprio all’inizio del Ramadan. Dunque, l’itinerario giorno per giorno è stato inevitabilmente influenzato da questo periodo particolare: le attrazioni e i musei generalmente chiudono nel primo pomeriggio, la maggior parte dei ristoranti sono chiusi per pranzo e anche le moschee sono aperte ai visitatori con orari ridotti e non sempre comunicati chiaramente. Nonostante le difficoltà, sono riuscita a vedere le cose principali che mi ero prefissata e a godermi il viaggio.
Il mio itinerario in Egitto di 8 giorni pieni non è passato da alcuni grandi must che solitamente si visitano nel paese, almeno la prima volta che si viaggia in questa nazione. Quindi, ho escluso Luxor e la crociera sul Nilo; non perché non mi ispirassero ma semplicemente perché ritenevo di non avere tempo sufficiente per vedere tutto e i costi per questo itinerario sarebbero stati molto più alti. Dunque, ho diviso così i miei 8 giorni in Egitto:
- Giorno 1: Giza, Saqqara, Dahshur, Memphis
- Giorno 2: GEM (Grande Museo Egizio) – Cairo
- Giorno 3: Cairo
- Giorno 4: Cairo – Alessandria
- Giorno 5: Alessandria
- Giorno 6: Alessandria – Cairo
- Giorno 7: Cairo – deserto bianco
- Giorno 8: deserto bianco – Cairo
- Giorno 9: volo di rientro al mattino
In tutto sono riuscita a trascorre al Cairo tre giorni quasi pieni. La capitale egiziana è una metropoli da 10 milioni di abitanti, con un’area molto estesa ognuna con qualcosa da vedere. Probabilmente, meriterebbe almeno 4 giorni di visita; sono contenta comunque di tutto quello che sono riuscita a vedere per il tempo che ci sono stata. La città mi ha stupita positivamente con tutto quello che c’è da vedere e fare, così tante cose diverse a seconda della zona che si vuole esplorare.
Nello specifico, per queste 4 tappe in Egitto l’unica dove è davvero necessario organizzarsi con un tour è quella nel deserto ovviamente. Ho già parlato ampiamente di questa esperienza nel deserto bianco se volete saperne di più. Sono stati due giorni indimenticabili, più belli e intensi di quanto mi aspettassi.

L’altra tappa, però, dove vi consiglio di prendere una guida o comunque un tour organizzato è quella a Giza. Questo perché può essere interessante seguire le spiegazioni di qualcuno di esperto, ma anche per poter visitare comodamente altre tappe nei dintorni che si raggiungono solo in auto: Saqqara, Dahshur e Memphis, tra le più popolari. Inoltre, la piana di Giza è la tappa più turistica tra tutte e avere già una guida con cui muovervi vi risparmierà il fastidio di essere importunati da altre guide improvvisate che vi vogliono vendere i loro servizi, oppure dall’insistenza dei venditori.
Dedicherò dei post a parte più dettagliati per ciascuna tappa di questo viaggio. In questo post, invece, voglio concentrarmi maggiormente sull’aspetto pratico e sull’organizzazione del viaggio in Egitto.
Documenti e visto per entrare in Egitto
Per entrare in Egitto come turista serve il passaporto con almeno sei mesi di validità residua dalla data di arrivo. In alternativa, solo per turismo, è accettata anche la carta d’identità purché valida per l’espatrio e con almeno sei mesi di validità. In questo caso, però, servono anche due foto formato tessera.
Serve il visto per l’Egitto nel 2026? Il visto turistico è obbligatorio e può essere richiesto comodamente all’arrivo in aeroporto. Il visto per l’Egitto vale fino a 28 giorni e costa 25 dollari USA (o l’equivalente in euro); portatevi, quindi, dei contanti. Una volta scesi dall’aereo vi verrà consegnato un breve modulo da compilare con i vostri dati (lo troverete anche all’uscita del paese) e, prima dei controlli di frontiera, vedrete un banco con scritto “visas/visti” (questo almeno all’aeroporto SPX del Cairo) dove poter acquistare il vostro.
C’è però un’eccezione: se la vacanza si dovesse svolgere interamente nei resort della costa meridionale del Sinai, come Sharm el-Sheikh, e dura meno di 14 giorni, non serve richiedere il visto turistico ordinario: da ricordare, però, che entrando così non si potrà in alcun modo accedere ad altre aree del paese.
Soldi in Egitto: valuta, quanto costa viaggiare e budget
Una delle domande che più spesso mi viene fatta quando viaggio è: come hai fatto con i soldi? Li hai cambiati prima, li hai prelevati lì, si paga sempre con la carta? Solitamente non cambio mai i soldi prima di partire, ormai gli ATM si trovano ovunque e in generale prelevare è la prima cosa che faccio appena atterro in aeroporto. Quindi, io ho prelevato un po’ di sterline egiziane appena arrivata e poi ho pagato spesso con carta. Proprio per quanto riguarda se pagare in contanti o carta, vi segnalo che quest’ultima vi servirà per pagare i biglietti di ingresso nei maggiori siti: qui non accettano mai contanti. I contanti, invece, li ho utilizzati per le spese più piccole (caffè, souvenir, mance, etc.); in qualche locale (pochissimi) non accettavano carta, così come li ho utilizzati sempre per pagare Uber. Questo solo perché tutte le volte che utilizzo l’app all’estero non sono mai riuscita a collegare la mia carta all’account.
Quanto costa un viaggio in Egitto fai da te? Ecco quali sono i prezzi medi di hotel, cibo e trasporti. In generale, se si considerano le spese quotidiane come mangiare fuori oppure una corsa in taxi, il costo della vita in Egitto è basso. Per una corsa in taxi con Uber di circa 5 km potreste spendere circa €1, mentre per un cena fuori in un posto di fascia medio/alta il costo può variare tra i €10 e i €15; per i locali più semplici anche meno di €5. Per dormire ho speso circa €18/20 per una camera privata, mentre circa €10 per le notti in ostello ad Alessandria. Attenzione: le strutture dove ho dormito in camera privata sono hotel molto basic (direi quasi delle guesthouse) che non consiglierei a chi ha un budget un po’ superiore. Gli hotel di fascia media/alto con standard europei hanno, invece, dei prezzi quasi in linea con i nostri. I biglietti di ingresso ai vari siti e musei saranno, invece, la voce di spesa più alta del viaggio: i costi sono pari o molto vicini a quelli europei, in questo caso. Considerate che l’ingresso al GEM (il nuovo museo egizio a Giza) costa all’incirca €25, mentre l’ingresso alla Cittadella del Cairo circa €9. In generale, quasi tutte le “cose da vedere” richiedono un biglietto di ingresso: anche la semplice passeggiata sul Nilo al Cairo denominata Mamsha Ahl Misr.

Come muoversi in Egitto
Per quanto all’interno delle città abbia cercato di muovermi il più possibile a piedi, Il Cairo è molto grande ed è impossibile non dover usufruire di un qualche mezzo. Per muoversi al Cairo c’è anche la metropolitana che ha una rete piuttosto capillare: il biglietto per una corsa costa 8 egp (cioé 15 centesimi). Io però, per una questione di comodità e flessibilità, mi sono quasi sempre mossa con Uber. Oltre a questa, ci sono altre app utili usate dalle persone locali (come inDrive) – leggermente più economiche – che permettono di muoversi più liberamente in città. Considerate comunque i possibili contrattempi dovuti al traffico assurdo di una città come Il Cairo. Preparatevi al caos e a mettere su una faccia tosta e decisa per buttarvi in mezzo alla strada quando è il momento di attraversarla: per gli automobilisti i pedoni sono invisibili e non si fermeranno fino a quando non finiscono per sfiorarvi! Altro mezzo molto economico per spostarsi in città sono i bus: a volte sono dei furgoncini piccoli e bianchi, altri sono più grandi e facilmente riconoscibili. Ci sono delle zone in città dedicate alle fermate, ma spesso basta chiedere informazioni agli autisti una volta che vedete che si fermano per sapere in quale direzione vanno… e saltare su!
L’altro mezzo di cui ho usufruito (e del quale parlerò più specificatamente nel post dedicato ad Alessandria) è il treno. Ho utilizzato questo mezzo, infatti, per muovermi dal Cairo ad Alessandria e viceversa. Purtroppo i biglietti per noi turisti, al momento, non sono acquistabili online; vanno comprati direttamente in stazione. Viaggiando in seconda classe ho avuto due esperienze diverse: il treno dell’andata era di ottimo livello (quasi paragonabile ai nostri treni alta velocità), al rientro invece – non so perché visto che il costo differiva di soli €5 – il treno che ho preso aveva decisamente un livello di comfort più basso (tutto era più vecchio, poco comodo e un po’ sporco).
Come dicevo all’inizio, mi sono servita di tour organizzati per le escursioni sono per le tappe nel deserto e per visitare Giza e dintorni.

Sicurezza in Egitto
È sicuro viaggiare in Egitto da sola? Qual è il livello di sicurezza per i turisti? Mi fa piacere che io possa parlare della mia esperienza di viaggio in Egitto sia dal punto di vista di una turista qualsiasi ma anche come donna che viaggia da sola. Devo dire che sono partita con un po’ di pregiudizi dettati da cose lette e sentite; sono felice, invece, di non aver sperimentato tante di quelle cose negative. La mia è un’esperienza di pochi giorni, da turista, e ci sono di mezzo “sensazioni” che sono per forza soggettive. Ma personalmente posso dire che anche viaggiando da sola non mi sono mai sentita poco al sicuro, sia come turista sia come donna. Sia Il Cairo che Alessandria sono città dove quasi tutti i turisti si concentrano in pochi posti e si spostano da un luogo all’altro su bus turistici o con driver privati. Quindi, se ci si muove da soli e a piedi è facile finire in zone per niente turistiche.
Se devo dare consigli pratici per donne che viaggiano sole, direi che il primo in assoluto è quello di fare attenzione a come vestirsi. Mi sembra un consiglio banale, ma se volete evitare fastidi e volete passare il più inosservate possibile evitate abiti troppo aderenti, shorts e top corti. Al di là dei fastidi in cui potremmo incorrere noi come turiste, è soprattutto una questione di rispetto per le persone del posto e la loro cultura.
Faccio una piccola riflessione, invece, sulle truffe in Egitto di cui ho tanto sentito parlare. Prima di tutto penso che dobbiamo intenderci su cosa intendiamo per “truffa” e quale peso gli diamo; il tipo che uscendo da una piramide mi scatta delle foto e dopo mi chiede la mancia? Il venditore che insiste per venderti qualcosa che ti ha messo in mano? Il tassista che cerca di spillarti due euro in più del dovuto? Detto che sono episodi che accadono solo nelle zone più turistiche, davvero non sappiamo “difenderci” in queste situazioni o le riteniamo così gravi da permettere che definiscano un paese intero? In certe zone e vie italiane non succede lo stesso? Forse sono stata fortunata io. O forse dovremmo intenderci sul significato delle parole. Prendo spunto da un commento che ho letto su Instagram: “comfort” e “sicurezza” non hanno lo stesso significato. Camminare in certi contesti, appena si esce dai circuiti turistici prefissati, può mettere a disagio noi europei. Non siamo abituati a questo caos, a certi livelli di abbandono e di sporcizia, a persone con le quali non sappiamo comunicare, a persone che secondo i nostri standard indossano vestiti non alla moda, un po’ cenciosi e sporchi e che magari non sorridono molto. Ma tutto questo e il nostro disagio di fronte a ciò non dicono niente della sicurezza di una città.

Insomma, personalmente non ho davvero mai riscontrato alcun problema grave. Anche la tipica e proverbiale insistenza dei venditori egiziani io sinceramente non l’ho percepita per niente. Gli unici che ho trovato insistenti sono i tassisti del Cairo che quando ti vedono a piedi si affiancano a lungo per chiederti se vuoi un passaggio. Detto questo, non è certo una città che consiglio di visitare da sola ad una donna che non ha mai viaggiato da sola in medio oriente o nord Africa: il caos, il generale degrado di alcune aree delle città, possono intimorire se è la prima volta che si affronta una città del genere. Ma se avete già visitato certi paesi e certe città non avete niente di particolare da temere.
Credo di aver scritto tutto quello che mi veniva in mente per organizzare un viaggio in Egitto fai da te seguendo il mio itinerario. Come sempre, per altre domande mi trovate qui!

