
Cosa vedere a Il Cairo: il mio itinerario di tre giorni nella capitale egiziana, passo dopo passo.
Prima un po’ di pensieri sparsi sulla mia esperienza in città.
Non che mi aspettassi altro – anzi, è proprio quello che cercavo – non che non fossi mai stata in una città mediorientale, ma passare in pochi minuti dallo scintillio del GEM a Giza e dai seppur caotici siti delle piramidi alla capitale egiziana è stato un colpo non da poco. La prima cosa che noti appena entri in città è il caos, il traffico è allucinante e il clacson è il prolungamento naturale di ogni autista. Ai bordi delle strade le persone contrattano: c’è il banco della frutta, quello dei vestiti e quello di chi ripara qualsiasi cosa.
La gente corre con le buste in mano, i venditori con i sacchi sulla testa e i pedoni si gettano nel mezzo della carreggiata, perché o fai così oppure rimani bloccato senza via di fuga. Qua e là, segnalate dagli alti minareti che si fanno spazio tra i vicoli, quelle oasi di pace che sono le moschee, in questi giorni di Ramadan più gremite e frenetiche del solito per celebrare con l’iftar l’interruzione del digiuno. Nel mezzo del giorno, quel labirinto che è il quartiere di El Gamaliya è quasi silenzioso e a correre in giro sono solo i garzoni delle botteghe che in bicicletta trasportano in equilibrio sulla testa più forme di pane possibili.

Lungo la strada principale del centro storico lo scintillio degli interni di madrase e mausolei, ma anche e soprattutto quei dettagli architettonici degli esterni che restano inosservati ma che cercano ancora di farsi spazio e catturare l’attenzione tra un negozio di souvenir e l’altro; solitamente, basta alzare lo sguardo. Poi il suq di Khan El Khalili, lì dal XIV secolo oggi come ovunque è pieno di souvenir tutti uguali made in China; ma non mancano, appartati, negozio storici che ancora mandano avanti tradizioni antiche e legami familiari. Antichi sono anche certi café che offrono una sosta dallo shopping, da El Fishawi si dice che addirittura si sia fermato anche Napoleone durante la sua campagna d’Egitto.
Ma veniamo al sodo: ecco il mio itinerario di tre giorni per visitare Il Cairo.
Itinerario Cairo giorno 1
Il primo giorno della mia visita al Cairo sono rimasta nella zona più centrale, storica e turistica della città. Innanzitutto, visto l’orario ridotto di apertura durante il Ramadan, ho iniziato subito dalla moschea che più mi aveva colpito dalle foto: Al Azhar Mosque. Prima moschea della città, l’università ad essa collegata è la seconda più antica al mondo ancora in attività. Il suo vasto cortile in marmo bianco vi abbaglierà letteralmente.

Attraversando la trafficata strada di fronte si entra nella parte più turistica del centro, qui per prima cosa ho fatto una veloce sosta alla moschea Al Emam Hussein, uno dei principali santuari della città: si crede che la testa del nipote di Maometto sia inumata qui. Proseguendo mi sono addentrata nei vicoli del quartiere El Gamaliya dove mi sono divertita a fotografare angoli abbandonati, persone al lavoro e momenti di vita quotidiana. Tra le stradine meglio tenute c’è la medievale Darb Al Asfar; di fronte si trova Beit El Suhaymi. Si tratta di una tipica dimora settecentesca che oggi è possibile visitare e che vi consiglio assolutamente di inserire nel vostro itinerario al Cairo.

Se vi funziona internet (difficile in questi vicoli) potete fare il biglietto online sul posto, altrimenti dovete fare il biglietto fisico alla biglietteria che si trova all’inizio di Sharia Al Muizz Li Din Allah. Proprio questa è la strada che custodisce i più importanti siti islamici da visitare nel centro del Cairo: con un unico biglietto da 220 egp potete entrare in sette luoghi diversi. Il più famoso e il più bello è il complesso di Qalawun. Il complesso include una moschea, una madrasa, un mausoleo e un ospedale. Il sito venne costruito tra il 1784 e il 1785 dal fondatore della dinastia mamelucca. Gli altri siti lungo la strada sono: il Mausoleo-Madrasa di As Salih Ayyub, il Mausoleo-Madrasa di An Nesir Mohammed e quello di Barquq, l’hammam Inal, il Sabil-Kuttab di Abdel Rahman Katkhuda (la torre che si staglia al centro della strada biforcandola), la Moschea-Sabil di Sulin Silahdar e, infine, la Moschea di Al Hakim.

Dopo aver fatto il pieno di religiosità, si cambia decisamente tono con l’esplorazione del suq della città: il Khan El khalili. Il tipico mercato che si snoda per queste vie è presente dal XIV secolo; abbiate la pazienza di girare per ogni vicolo così da non perdere i negozi più storici che hanno mantenuto le loro produzioni artigianali e tradizionali.

Nel suq si trovano, inoltre, diversi café dove fare una pausa: se qualcuno ammicca decisamente troppo al turista, ammetto che alcuni incantano ancora fra specchi, legno intarsiato, quadri e fotografie delle star che hanno frequentato il posto. Il café più famoso è El Fishawi, aperto dalla fine del ‘700.
Itinerario Cairo giorno 2
Il mio secondo giorno di visita al Cairo è iniziato sulle tracce del primo Novecento. Data la vicinanza al mio alloggio, con una breve passeggiata sono arrivata all’ormai abbandonato Champollion Palace. Il nome con cui è conosciuto è in realtà preso dalla via in cui si trova, il palazzo invece fu costruito nel 1895 da Said Halim Pasha, nipote di Muhammad Ali, come dono per la moglie. Il progetto fu affidato all’architetto italiano Antonio Lasciac, autore di altre importanti opere in Egitto. Successivamente il palazzo ha vissuto vicende alterne fino al suo totale abbandono. Purtroppo si può solo vederlo all’esterno e soltanto immaginare la maestosità degli interni; edificato in stile barocco, online si può trovare qualche foto del suo suggestivo ingresso con scalone monumentale.

Sempre nello stesso quartiere, potete fare una sosta sia per colazione, pranzo o cena nello storico Café Riche. Aperto nel 1908, si tratta di un leggendario locale punto di ritrovo di intellettuali e rivoluzionari. Qui si dice che Re Farouk abbia conosciuto la sua seconda moglie; mentre, sicuramente, il premio Nobel per la letteratura Mahfouz era un assiduo frequentatore. Altri punti di interesse dalla zona: la farmacia Stephenson fondata nel 1899 e il café Groppi (purtroppo la sua sede originaria – all’incrocio tra Taalat Harb e Sayed Anbar – è in ristrutturazione da molto tempo).
Lasciandovi Café Riche alle spalle e proseguendo su Taalat Harb (una delle maggiori arterie commerciali della città), si raggiunge Piazza Tahrir. Nella piazza principale del Cairo, famosa anche per essere stata negli anni palcoscenico di proteste popolari – come quelle del 2011 – si trovano importanti edifici come il Museo egizio, la sede del Partito Nazionale Democratico, il palazzo governativo della Mogamma (oggi diventato hotel della catena Mariotti), la sede della Lega Araba e l’hotel Hilton Nile.
Il resto del secondo giorno è trascorso visitando i due più famosi circuiti turistici del Cairo.
Visitare la Cittadella del Cairo
Il primo sito classico da inserire nel vostro itinerario per vedere il Cairo è quello della Cittadella: in cima a una collina, si trova il complesso che in passato è stato sede del governo e residenza di vari sultani. La sezione più antica è stata edificata da Saladino tra il 1176 e il 1184. L’ingresso alla Cittadella costa 550 egp e include la visita dei seguenti edifici (considerate almeno due ore):
- Palazzo Gawhara (attualmente chiuso per restauro)
- Moschea di Mohammed Ali
- Moschea di An Nasir Mohammed
- Museo della polizia
- Museo militare nazionale
- Moschea di Suleiman Pascià.

Inoltre, da due terrazze si aprono bellissimi panorami sulla città. Proprio sotto di voi si vedono benissimo due altre importanti moschee da non perdere: quella del Sultano Hassan e Ar Rifai. Le moschee possono essere raggiunte a piedi in circa 20 minuti e visitate con lo stesso biglietto di ingresso da 220 egp.
Se avete tempo, un altro sito importante da visitare al Cairo e che si trova nelle vicinanze è la Moschea di Ibn Tulun.
Cairo Copto
Successivamente, ho preso un taxi e sono arrivata al quartiere Copto del Cairo: questo sorge a Fustat, presso l’antica fortezza romana di Babilonia, in quella che venne scelta come capitale dagli arabi al momento della loro conquista. Oggi questa zona è sede di importanti edifici religiosi altomedievali (visitabili gratuitamente); molti di questi si trovano entro le mura della fortezza sotto il livello stradale. Qui trovate: il Convento di San Giorgio, la Chiesa di Santa Barbara e la Sinagoga di Ben Ezra e la Chiesa dei santi Sergio e Bacco.

Quello sotto il livello stradale è un percorso obbligato, stretto e labirintico; una volta risalti in superficie, invece, trovate la Chiesa di San Giorgio, il Museo Copto e la celebre Chiesa sospesa. Quest’ultima viene soprannominata così in quanto è stata eretta sopra i pilastri dell’antica fortezza romana; all’interno è possibile vedere sotto la pavimentazione una loro sezione.
Al di là dei luoghi religiosi in sé che si possono visitare, il quartiere mi ha un po’ deluso. È un circuito chiuso, strutturato appositamente per i turisti e che lascia ben poca autonomia. Ad esempio, una volta chiusi i siti per i non egiziani diventa impossibile anche accedere alla stazione della metro (Mar Girgis) che si trova nel suo perimetro.
Una volta uscita dal percorso obbligato, per la strada lunga che gira intorno al quartiere, ho seguito le indicazioni stradali per Darb 1718. Si tratta di un centro culturale e artistico che però nel periodo di Ramadan ho trovato chiuso. Poco male, qui infatti ho trovato due stradine piene di laboratori di ceramica, persone al lavoro, pezzi originali perfetti come souvenir visto che almeno si ha la certezza che siano certamente local.

Itinerario Cairo giorno 3
Il terzo giorno del mio itinerario al Cairo, in realtà, è stata una mezza giornata presa con molta calma. Venivo da Alessandria, il treno ci ha messo un po’ più del previsto e così la giornata è iniziata verso mezzogiorno. In questo pomeriggio ho deciso di visitare al Cairo l’isola di Gezira, nel mezzo del Nilo, collegata al resto della città da 3 ponti. Qui si vive decisamente tutta un’altra atmosfera rispetto al resto della città: l’isola è molto verde, c’è poco traffico e soprattutto si vede che è una zona residenziale vissuta da persone abbienti. Nella zona sud si trovano il Teatro dell’Opera, il Museo di arte moderna egiziana e soprattutto la Torre del Cairo: alta 187 metri, inaugurata nel 1961, permette di godere di viste panoramiche grazie alla sua piattaforma circolare. Gran parte della zona sud dell’isola è in realtà interdetta all’accesso perché occupata dal Gezira Sporting Club (club esclusivo fondato dai britannici nel 1882). Superato questo, si entra nella zona nord del quartiere Zamalek. Si tratta della zona più ricca dell’isola, come si può notare dai numerosi condomini di lusso delimitati da cancelli e sorvegliati da portieri. Qui si trovano negozi interessanti e originali come The Nest Concept Store, ma anche diverse gallerie d’arte, il Museo delle ceramiche islamiche e il Diwan Bookstore (un paradiso per bibliofili e caffeinomani come me).


Per una pausa pranzo o merenda posso consigliarvi Holm Café. Ho percorso stradine interne un po’ caso fra scuole esclusive e ambasciate, ammirando residenze, fregi, dettagli e decorazioni dei palazzi, fino a raggiungere a nord la Chiesa di Santa Maria.
Tornata sulla “terraferma”, sull’ora del tramonto, ho fatto una passeggiata lungo la Nilo Corniche, in particolare su quella che viene chiamata Mamsha Ahl Masr: si tratta di un percorso pedonale che è aperto da pochi anni. L’accesso purtroppo non è libero, lungo il perimetro ci sono dei “gate” dove si può acquistare il biglietto (20 egp). Alla passeggiata non è possibile accedere con la macchina fotografica, quindi è bene che la nascondiate nel vostro zaino prima di avvicinarvi. Ai primi due gate dove mi sono fermata mi sembrava di capire che più avanti avrei trovato un accesso dove avrei potuto pagare un sovrapprezzo. In realtà, tutti continuavano a dirmi semplicemente che non potevo entrare con la macchina fotografica e così mi sono arresa nascondendola prima.

L’ultima sera al Cairo – di ritorno dal deserto – invece, ho fatto un breve giro per la zona residenziale e benestante di Garden City. Un quartiere molto tranquillo e verde dove ho fatto una pausa al Falak Bookstore: centro culturale, bar, ristorante, negozio di artigianato e libreria.
Dove mangiare e bere a Il Cairo
Ecco alcuni ristoranti e caffè dove sono stato e che vi consiglio per mangiare a Il Cairo o fare una pausa:
- Mazeej Balad: sulla terrazza dell’omonimo hotel, un ristorante intimo e romantico che serve piatti della cucina egiziana ma anche piatti leggeri e dall’impronta occidentale. Ottimo cibo e costo basso visto il livello del luogo e del servizio impeccabile.
- 6901: tra vicoli anonimi e poco raccomandabili, ci si imbatte nei tavoli all’aperto di questo locale che non è solo un ristorante con cucina a vista. Infatti, la location è sede di un brand di abbigliamento e di uno spazio per eventi con negozio di vinili. E che dire del signore che, in mostra, stira gli abiti!
- Sip: una catena di bar con libreria che si trova in punti diversi della città. Un locale perfetto per una pausa pomeridiana tra caffè e dolci, oppure un luogo tranquillo dove lavorare e studiare.
- Holm Café: siamo a Zamalek, il locale è piccolino ma ha qualche tavolo sia all’interno che all’esterno. Perfetto per un pranzo veloce, una merenda golosa o un caffè al volo.
- Falak Bokstore: siamo nel quartiere verde e benestante di Garden City e – come dicevo sopra – questo posto è sia ristorante, che café, che centro culturale. Una soluzione carina e tranquilla per una pausa. Tajine approvata!
- Koshary Abou Tarek: il posto più famoso della città dove assaggiare il piatto nazionale, cioè il Koshary. Purtroppo durante il Ramadan era chiuso e quindi non ho potuto provarlo, ma sembra imperdibile.
- Oldish: niente di speciale, ma una soluzione economica che offre un bello spazio all’aperto con scelte sia locali che internazionali.

Come muoversi a Il Cairo
Per quanto abbia cercato di muovermi a piedi, Il Cairo è enorme e prima o poi serve un mezzo. C’è la metropolitana, con una rete capillare: il biglietto costa 8 EGP (circa 15 centesimi). Io però ho scelto quasi sempre Uber per comodità e flessibilità. Oltre alla nota app, esistono alternative locali come inDrive, leggermente più economiche e molto diffuse. Per i tempi di percorrenza tenete conto del traffico: attraversare la strada, inoltre, richiede decisione; per gli automobilisti i pedoni sono praticamente invisibili e non si fermano finché non vi sfiorano. Un’opzione ancora più economica per muoversi in città sono i bus: a volte piccoli furgoncini bianchi, altre volte mezzi più grandi e riconoscibili. Esistono fermate dedicate, ma spesso basta chiedere agli autisti dove sono diretti e salire al volo.

Non mi aspettavo niente dal Cairo prima di partire. Torno invece entusiasta di questa città e di tutto quello che ha da offrire. Due giorni per visitare il Cairo sono il minimo, ma se vi trovate ad avere quattro giorni di tempo per il vostro itinerario nella capitale non vi annoierete certamente.