itinerario alessandria d'egitto

Un nome che è già leggenda quello di Alessandria: cosa vedere nella seconda città egiziana? Il mio itinerario di due giorni.

Prima, un po’ di pensieri sparsi.

Alessandria è la città della promesse, della nostalgia di momenti mai vissuti, dei sogni infranti del secolo scorso, di un tempo mitico forse mai esistito. Alessandria è tanti luoghi comuni e frasi fatte: la città cosmopolita per eccellenza. Quella degli echi di tempi antichi in cui le verità si mescolano con le leggende: il faro – una delle sette meraviglie del mondo antico – e la biblioteca più famosa di sempre.

Alessandria è nell’architettura eclettica, negli androni abbandonati dei palazzi, nei fregi e nei dettagli. Negli edifici fatiscenti che cascano a pezzi, ingrigiti dallo smog di un traffico che non conosce riposo.

E poi il lungomare, forse l’unico posto dove cercare un po’ di rifugio e finalmente, semplicemente, passeggiare.

A proposito di un’Alessandria oltre alla superficie – quella che una qualunque turista come me non può scalfire – vi consiglio questo articolo.

Torniamo al motivo per cui siete qui: ecco il mio itinerario di due giorni a Alessandria d’Egitto.

alessandria d'egitto

Cosa vedere a Alessandria d’Egitto in due giorni: itinerario

Il mio itinerario a piedi di Alessandria è iniziato in pieno centro, nelle strade principali fra negozi e bar. Proprio qui, quasi inaspettatamente, stretta tra le varie attività commerciali, si trova la Cattedrale di San Marco, inaugurata nel 1800 e punto di riferimento della chiesa copta egiziana. La si individua piuttosto bene perché per accedere si passa attraverso dei controlli e un metal detector che si trovano in mezzo a una delle principali arterie commerciali del centro. A poca distanza, invece, si trova la Sinagoga di Eliyahu Hanavi (una delle più grandi di tutto il paese). Addentrandosi ancora di più nel centro della città e allontanandosi dal lungo mare, nel bel mezzo di un trafficato incrocio si trova la Moschea Attarine: se volete entrare, l’imam potrebbe essere lì a farvi da guida (ovviamente è poi richiesta una mancia). A questo punto ho percorso il viale di Salah Salem fino ad arrivare in Piazza Tahrir: qui c’è un parco cittadino che si stende lungo in mezzo alla piazza e che ospita la statua di Mohammed Ali Pasha (storicamente ritenuto il padre fondatore dell’Egitto moderno). Arrivati in piazza dirigetevi verso il mare, in direzione del Monumento al Milite Ignoto (impossibile da non vedere), e cercate sul lato sinistro di Ahmed Ourabi un varco che si apre e vi porta in quello che su Google Maps è indicato come Ali Elhendi Coffeeshop; durante il Ramadan questo café storico era chiuso, ma vale la pena entrare per vedere il palazzo e la suggestiva vetrata che ricopre la volta.

architettura alessandria d'egitto

Da qui, con una lunga camminata ho raggiunto uno dei must da vedere ad Alessandria: la Moschea di Abu Abbas al Mursi. Purtroppo, al momento della mia visita tutta la piazza era interessata da grandi lavori e non mi sono certamente goduta al meglio la vista di questo capolavoro. Ricostruita sopra l’antico mausoleo, la struttura odierna (inaugurata nel 1945) è opera dell’architetto italiano Mario Rossi.

Moschea di Abu Abbas al Mursi alessandria d'egitto

Proseguendo la passeggiata lungomare si raggiunge la punta estrema, cioè lì dove un tempo si ergeva il mitico faro di Alessandria. Oggi qui si trova il Forte Qaitbey, costruito nel 1477 ma ampiamente restaurato a causa dei bombardamenti britannici del 1882. Al suo interno, un labirinto di stanze, si trova anche un interessante racconto sulle esplorazioni marine che stanno riportando alla luce i resti del faro. Tornando indietro, mi sono addentrata nelle stradine del quartiere Anfushi. Un quartiere povero, dalla fama poco raccomandabile, che in realtà nasconde palazzi e dettagli tipici di quello che era il cuore ottomano della città. Inoltre qui si trovano anche buoni ristoranti di pesce e un mercato caotico che vi catturerà con i suoi odori, colori e anche con persone che si sono rivelate accoglienti e curiose. Se riuscite ad orientarvi, nel quartiere si trovano la Moschea di El-Shorbagi e quella di Terbana.

mercato alessandria egitto

mercati egitto

alessandria d'egitto strade

Tornando indietro sul lungomare, circa un km dopo in direzione est, si apre piazza Saad Zaghloul. Qui, proprio di fronte al mare, si trova il famoso Cecil Hotel; simbolo di quella belle époque alessandrina tanto decantata. Qui hanno dormito personaggi del calibro di Churchill e l’hotel appare nei più famosi libri ambientati in città. Dall’altra lato della strada trovate, a breve distanza l’uno dall’altro, due dei café storici della città: Trianon e Délices. Perfetti per una merenda golosa che vi riporta indietro nel tempo.

cafe alessandria d'egitto

Si può visitare Alessandria d’Egitto senza passare dalla sua biblioteca? Ovviamente di quella leggendaria di epoca tolemaica (III a.C.), dove passarono personaggi del calibro di Euclide e Eratostene, non rimane niente; ma nel 2002 è stata aperta questa gigantesca versione contemporanea. Per i bibliofili come me, un vero paradiso! La Bibliotheca Alexandrina oggi vanta la più grande sala di lettura al mondo e chiunque una volta entrato (biglietto di ingresso 150 egp) può sedersi a leggere o lavorare sui banchi. Con un biglietto separato è possibile visitare anche il Museo dei manoscritti e quello delle Antichità. Vi consiglio di controllare gli orari e partecipare ad una delle visite guidate gratuite che durano circa mezz’ora e si tengono nell’arco di tutta la giornata.

biblioteca alessandria egitto

Una volta uscita dalla biblioteca sono tornata nelle stradine interne giusto per fotografare dall’esterno il famoso Cinema Metro. Aperto nel 1950, quello che mi colpiva dalle foto viste online era il suo stile architettonico e le sue linee geometriche.

A circa 800 metri si trova poi un altro luogo di interesse da vedere ad Alessandria: il Teatro Romano, l’unico presente in tutto l’Egitto. Scoperto solo nel 1967, ad essere interessante è soprattutto la Villa degli uccelli: un’abitazione la cui pavimentazione a mosaici si è mantenuta straordinariamente bene. Se siete dell’umore per continuare su questo itinerario storico, nelle vicinanze si trova il Museo Greco-Romano; io non l’ho visitato, ma sembra che ne valga la pena se siete appassionati del genere. Una visita meno impegnativa, a circa venti minuti a piedi dal teatro, è quella alla Colonna di Pompeo. Il sito è ciò che resta di quello che un tempo era il Tempio di Serapide, cioè un tempio pagano andato distrutto definitivamente con l’avvento del Cristianesimo. Purtroppo, a causa degli orari ridotti del Ramadan non sono riuscita a raggiungere in tempo per visitarle le Catacombe di Kom el-Suqqafa (circa 10 minuti a piedi dalla colonna).

colonna pompeo alessandria

Spesso chi decide di visitare Alessandria lo fa con una gita organizzata in giornata da Il Cairo. Il viaggio però è lungo (che sia in auto o in treno) e la città – se ovviamente avete tempo – merita almeno due giorni pieni. Forse, tra le tante cose da vedere ad Alessandria qualcuna si potrebbe anche tralasciare; ma per godersela al meglio serve il tempo necessario per passeggiare con calma sul lungomare e per lasciarsi coinvolgere dal caos delle sue viuzze labirintiche alla scoperta di palazzi e fregi nascosti.

Come arrivare ad Alessandria da Il Cairo

Se durante l’organizzazione del viaggio in Egitto vi domandate come arrivare ad Alessandria da Il Cairo il modo più semplice è quello di partecipare a una gita organizzata di un giorno; quello più economico, invece, è quello di prendere un bus. L’alternativa, però, più gettonata è quella del treno. Nonostante esistano diverse linee, quella diretta impiega circa due ore e trenta. Il treno parte dalla stazione Ramses de Il Cairo e arriva alla stazione di Sidi Gabir a circa 4 km dal centro. Qui c’è un piccolo mistero e io non mi sono informata abbastanza: ad Alessandria, infatti, c’è un’altra stazione più centrale, ma non ho capito se questi treni partono e fermano anche qui. Da Sidi Gabir al centro, comunque, prevedendo il traffico, si impiegano circa 20 minuti e la tariffa di Uber è di circa 1€.

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Come acquistare un biglietto del treno in Egitto? Fino a qualche tempo fa anche per gli stranieri era possibile acquistare i biglietti online. Adesso (inizio 2026), il sito ufficiale delle ferrovie egiziane riporta che l’acquisto online è possibile solo per gli egiziani, mentre il sito per gli stranieri è in fase di costruzione. Ho fatto verificare questo anche al ragazzo della reception dell’hotel al Cairo e in effetti, anche volendo, sarebbe stato impossibile anche per lui comprare un biglietto per me. Questo perché il sito richiede un documento di identità egiziano. Dunque, al momento, l’unico modo per acquistare un biglietto del treno per Alessandria è quello di andare di persona in stazione. Il consiglio è quello di andare almeno il giorno prima: se tentate il giorno stesso i biglietti potrebbero essere terminati (così mi è stato spiegato). Alla stazione Ramses de Il Cairo le biglietterie sono al piano superiore: una per gli egiziani e una per gli stranieri. I biglietti per il treno diretto da Il Cairo a Alessandria – e viceversa – non sono per niente economici per noi turisti (sono comparabili ai nostri treni alta velocità): il biglietto per la seconda classe viene 40 o 35 euro, mentre per la prima classe 10 euro in più. All’andata ho viaggiato in seconda classe spendendo 40 euro e il livello del servizio è stato ottimo. Al contrario, per il rientro sempre in seconda classe ho speso 35 euro ma il treno era diverso: assolutamente non paragonabile al primo (non so perché questa differenza quando i treni erano entrambi diretti e la differenza di prezzo così poca). Fun fact: i biglietti per la stessa tratta per gli egiziani costano fra i 4 e i 6 euro. Fino a poco tempo fa questo valeva anche per i turisti che appunto potevano acquistare sullo stesso sito delle persone locali.

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Dove dormire ad Alessandria d’Egitto

Quando mi sono trovata a cercare dove dormire ad Alessandria mi sono trovata un po’ in difficoltà. Questo perché di hotel ne trovavo davvero pochi e avevano dei prezzi, per me da sola, proibitivi. Anche la scelta tra gli ostelli che sembravano carini era davvero molto scarsa. Alla fine ho trovato quella che sembrava la soluzione giusta: Ithaka Raml Hostel. Ve lo segnalo perché, a posteriori, mi sento di consigliarlo. È una sistemazione tranquilla, dove i dormitori delle donne e quelli degli uomini sono distanziati tra di loro (ciascuno con i proprio bagni). Per chi vuole, ci sono anche un paio di camere private. La zona in comune è spaziosa e permette di riposarsi o di mangiare cucinando per conto proprio. Unica pecca: la colazione non è assolutamente sufficiente; quindi, vi conviene prendere la tariffa che non la comprende.

Questo il mio itinerario di due giorni ad Alessandria d’Egitto; credo di aver raccontato tutto quello che ho fatto e visto in città. Come sempre, per altre domande sono qui!