
Come visitare le piramidi di Giza in un giorno? Cosa vedere nei dintorni? Qui il racconto della mia esperienza.
Per il mio tour di Giza e dintorni in un giorno mi sono affidata ad un tour guidato che ho acquistato online su una delle tante piattaforme esistenti come Get Your Guide e Viator. La scelta è ampia, sia per quanto riguarda le tappe da percorrere sia per quanto riguarda i servizi che potete includere. Personalmente, oltre alle famose piramidi della piana di Giza e cioè Cheope, Chefren e Micerino, ho voluto aggiungere anche la necropoli di Saqqara e le piramidi di Dashur. Se le piramidi di Giza sono la tappa da non perdere, le altre due mete anche se forse meno conosciute – o forse anche proprio per questo – sono una fermata necessaria per rendere la propria visita il più completa possibile e lasciarsi stupire ulteriormente da quello che la storia del territorio offre.
Purtroppo, devo dire che non sono rimasta soddisfatta dalla qualità del tour. Sapevo che c’era il rischio, affidandosi a un tour generico – nonostante le buone recensioni – non si è mai certi della guida che ti capiterà. Siamo partiti tardi per aspettare altre persone che si sono unite (quando io avevo scelto un tour privato) e data la chiusura anticipata dei vari siti a causa del Ramadan abbiamo dovuto saltare l’ultima tappa di Menfi e vedere di fretta Saqqara (dove molti piramidi erano già chiuse).
Tour di un giorno alle piramidi di Giza
Nonostante i rallentamenti e i cambi di programmi, vi descrivo questo tour a Giza e dintorni nella sua completezza. La giornata è iniziata verso le 8 quando il driver e la guida mi sono venuti a prendere all’hotel e ci siamo diretti alla biglietteria delle piramidi. Qui si può acquistare il biglietto generico per accedere al sito (700 egp) oppure direttamente anche il supplemento (egp 1000) che permette di accedere alla piramide di Cheope internamente (gli interni di Chefren e Micerino sono accessibili gratuitamente, ma non sono aperte entrambe contemporaneamente). Una volta varcato l’ingresso con il biglietto, ci si mette di nuovo in fila per salire su uno dei tanti bus che fa diverse tappe all’interno del sito (la prima è una tappa panoramica e fotografica). Una volta scesi all’altezza della piramide di Cheope e Chefren è poi facile girare a piedi e raggiungere anche la Sfinge.

Vale la pena visitare la piramide di Cheope dentro? Io non me la sono sentita. Cercate video e foto online per capire quanto il percorso sia claustrofobico; il tutto attorniati da tantissimi altri turisti. Sia persone che c’erano già state, sia un paio di ragazzi con me quella mattina mi hanno confermato che il percorso mette a dura prova e che poi l’interno in sé non ripaghi lo sforzo. Se però siete interessati, cercate di essere all’entrata la mattina presto; dopo le 10:30 la fila per entrare era davvero lunghissima (a quel punto potreste perdere davvero la voglia).
Oltre alle tre celebri piramidi, nella piana di Giza ci sono altre piramidi minori come quelle denominate “delle regine”, quelle di Qar e Idu e quella di Meresankh III.
Cosa rimane della magia delle piramidi? Sono arrivata qui senza particolari aspettative, ero già abbastanza informata per non essermi illusa o essere vittima di qualche forma di esotismo. Tutto intorno al sito è il solito circo al quale ormai tutti noi turisti siamo abituati. Nei dintorni si costruisce a più non posso scacciando via la popolazione locale; la strada principale nelle vicinanze è un caos totale di luci e clacson; i punti panoramici sono costellati di poveri cammelli sfruttati che non sembrano per niente passarsela bene. Quindi, sempre essere ben consapevoli del contesto ma cercare comunque di ricordarsi che cos’è che davvero stiamo andando a visitare: l’ultima delle sette meraviglie del mondo antico rimaste, costruzioni che hanno più di 4000 anni! Devo però dire che di tutto il mio viaggio in Egitto di 8 giorni questa è stata la tappa che meno mi ha entusiasmata.

Visitare i dintorni di Giza: Saqqara e Dashur
Se dopo aver visto le iconiche piramidi di Giza avete ancora tempo per esplorare l’antico Egitto lontano dalla folla, la zona tra Saqqara e Dashur è una tappa da non perdere e decisamente più tranquilla. Il sito di Saqqara è una delle necropoli più vaste e importanti dell’antico Egitto, utilizzata per oltre 3000 anni come luogo di sepoltura della capitale Menfi. Non si tratta quindi di un singolo monumento, ma di un’enorme area archeologica nel deserto, costellata di piramidi, tombe, templi funerari e complessi cerimoniali appartenenti a diverse epoche, dall’Antico Regno fino al periodo tolemaico. Saqqara è famosa soprattutto per la Piramide a gradoni di Djoser, considerata la prima piramide della storia, costruita durante la III dinastia dall’architetto Imhotep (XXVII secolo a.C).

Oltre alla piramide principale, qui serve tempo per esplorare le tombe decorate dei nobili, come la Tomba di Kagemni, dove i rilievi sono ancora sorprendentemente ben conservati o come la Tomba di Ti che riporta classiche scene di vita quotidiana, agricoltura, pesca e banchetti. Tra le scoperte più recenti c’è anche il Serapeo di Saqqara, un complesso sotterraneo dove venivano sepolti i tori sacri Api. Altro sito da vedere è quello della piramide di Unas, famosa per i testi incisi al suo interno.

Questo sito è davvero straordinario e potete trascorrerci tranquillamente un paio d’ore. Purtroppo, visto che noi la mattina avevamo fatto tardi e che dato il Ramadan la chiusura del sito era anticipata in realtà io ho potuto vedere veramente poco. Il più grande rammarico della giornata!
Proseguendo verso sud si arriva a Dashur, tappa meno visitata ma incredibilmente suggestiva. Qui si possono vedere due piramidi uniche: la Piramide Romboidale, con la sua forma “piegata” dovuta a un cambio di inclinazione durante la costruzione, e la Piramide Rossa, considerata la prima vera piramide a facce lisce. Qui è possibile entrare all’interno di entrambe; io sono entrata in quella romboidale. Devo dire che era un po’ spaventata all’inizio, i cunicoli sono molto stretti e si percorrono a quattro zampe corridoi di cui non si vede la fine. L’esperienza in fin dei conti è stata divertente, ma al suo interno non c’è niente di particolare da vedere.

L’ultima tappa di questo tour a Giza e dintorni sarebbe dovuta essere Menfi, che invece non siamo riusciti a raggiungere perché abbiamo fatto tardi. Tutto sommato, comunque, credo che sarebbe stata la tappa meno interessante. Menfi era l’antica capitale dell’Egitto faraonico; qui oggi resta soprattutto il museo all’aperto di Mit Rahina il cui fulcro è la grande statua sdraiata di Ramses II. Tra gli altri resti si trovano una sfinge in alabastro, altre statue dello stesso faraone e i massicci blocchi in pietra utilizzati per la mummificazione dei tori sacri Api, poi sepolti nel Serapeo di Saqqara.
Dove dormire a Giza
Innanzitutto, il sito delle piramidi di Giza si trova a pochi km da Il Cairo; per cui, una soluzione è quella di dormire nella capitale e raggiungere in giornata la piramidi.
Quello che vi posso dire io è dove non dormire a Giza e cioè sulla grande strada principale che si trova di fronte al complesso e dove si trovano tantissimi alloggi: la strada dovrebbe chiamarsi Abou Al Hool Al Seiahi. Questo perché anche se è una soluzione comoda per vicinanza, è una zona veramente caotica e sporca con ben poco da offrire: una gran confusione di luci, suoni, locali che ricordano un luna park. Alcune strutture hanno una bella terrazza con vista sulle piramidi, ma non so se ne possa valere la pena.

Altra zona, più tranquilla e isolata è quella intorno al GEM: il nuovo grande museo egizio che si trova a Giza. Altrimenti, la città di Giza con il suo centro è un altro punto di partenza per la visita delle piramidi; la città però è così vicina al Cairo che forse a quel punto tanto vale dormire in città se comunque si ha l’intenzione di visitare la capitale.